<= (36) Roberti, Le magistr. giudiz. cit., pag. 185 segg.: R. Cessi, Un patto fra Venezia e Padova e la "curia forinsecorum" al principio del sec. XIII, Padova, 1914; Le origini della "curia forinsecorum", in "N. Arch. Ven.", N. S., a. 1914, vol. XXVIII, pag. 204.
<= (37) E. Besta, L'ordin. giudiz. cit., pag. 258 e seg..
<= (38) Roberti, Magistr. giudiz. cit., pag. 194 segg.
<= (39) Roberti, Magistr. giudiz. cit., pag. 199 segg.
<= (40) Roberti, Magistr. giudiz. cit., pag. 207 segg.
<= (41) Roberti, Magistr. giudiz. cit., pag. 209 segg.
<= (42) Roberti, Magistr. giudiz. cit., pag. 213 segg.
<= (43) Roberti, Magistr. giudiz. cit., pag. 214.
<= (44) Roberti, Magistr. giudiz. cit., pag. 216 segg.
<= (45) Roberti, Magistr. giudiz. cit., pag. 218 segg.
<= (46) Roberti, Magistr. giudiz. cit., pag. 223.
<= (47) Cfr., per l'esposizione analitica, Roberti, Magistr. giudiz. cit., pag. 114 segg.
<= (48) Roberti, Magistr. giudiz. cit., pag. 235 segg.
<= (49) Checchini, La "traditio" e il trasferimento della propietà immobiliare nei documenti medievali, Padova, 1913, pag. 150 segg.
<= (50) Cecchetti, La vita dei ven. fino al 1200 cit., pagg. 31,32.
<= (51) Cecchetti, La vita dei ven. fino al 1200 cit., pagg. 31,32.
<= (52) Vedi in Appendice, Documenti D, Atti giuridici (I).
<= (53) Vedi in Appendice, Documenti D, Atti giuridici (III).
<= (54) Arch. di stato, Ducali ed Atti dipl., B. 5. Esposto fra gli autografi nella sala "Regina Margherita".
<= (55) Vedi in Appendice, Documenti D, Atti giuridici (II).
<= (56) Arch. di stato, Manimorte, San Zaccaria, B. 3, Ind. gen., t. II, p. I, pag. 107.
<= (57) Vedi in Appendice, Documenti E, Forme di documenti (III).
<= (58) Fl. Cornaro, Ecclesiae Torcellanae ecc., Venetiis, 1749, P. II, pag. 88.
<= (59) Vedi in Appendice, Documenti E, Forme di documenti (I).
<= (60) Vedi in Appendice, Documenti E, Forme di documenti (II).
<= (61) E. Besta, Il dir. e le leggi civ. cit., pag. 62.
<= (62) V. Lazari, Del traffico e delle condizioni degli schiavi in Ven. nei tempi di mezzo in "Miscell. di St. it.", Torino, a. 1862, vol. I, pag. 22; Cibrario, Della schiavitù e del servaggio ecc., Milano, 1868-69.
<= (63) E. Besta, Il dir. e le leggi civ. cit., pag. 52.
<= (64) Diamo un curioso esempio. Nel maggio 1375, un Antonio Avona, e un Jacobello pelliciaio si presero lo spasso di punzecchiare di nascosto con un lungo ago le schiave, che si recavano a vespro nella basilica di San Marco. Il primo fu condannato a tre mesi nei Pozzi, Jacobello a due. Cecchetti, La donna nel medioevo a Venezia, in "Arch. Ven.", a. 1886, t. XXXI, pag. 49.
<= (65) E. Besta, Il dir. e le leggi civ., pag. 55.
<= (66) Caroldo, Cron. veneta, ms. nella Marciana, cl. VII, it. 127; Gfrörer, St. di Ven. dalla sua fond. fino all'a. 1084, trad. Pinton, Venezia, 1878, cap. VIII; Tafel e Thomas, Urkunden cit., vol. I, pagg. 17, 25. Alla metà del secolo VIII, alcuni mercanti veneti bandivano un mercato a Roma, e comperavano un gran numero di schiavi per spedirli ai Saraceni in Africa. Papa Zaccaria, non volendo che cristiani fossero dati in servitù ai pagani, raccolse una forte somma di denaro e liberò quella gente. (Le "Liber pontificalis", ediz. Duchesne cit., I, 433). Nell'850 i Veronesi donarono a Venezia una torma di schiavi, i quali furono destinati al servizio del palazzo ducale e del doge Pietro Tradonico (V. Lazari, Del traff. e delle condiz. degli schiavi cit., pag. 467 segg.). Orso Partecipazio I (864-887) pubblicava un divieto contro l'inumano traffico, e nel 960 Pietro Candiano IV proibiva la compera e il trasporto degli schiavi, fossero anche giudei. I divieti furono sempre inefficaci, e il commercio degli schiavi non solamente era tollerato, ma perfino permesso dallo Stato, quando accresceva guadagnum in patria, o quando era fatto in nome del doge e del palazzo.
<= (67) Arch. di stato, Canc. Inf., Atti div., B. 134 bis (1363-1406). Contratti di compra e vendita di schiavi e schiave russi, circassi, bulgari, greci, turchi, saraceni e d'altre nazioni.
<= (68) Sana... omnibus suis membris, infirmitatibus et magagnis tam publice quam ocultis, (Arch. di stato, Sez. Not., Atti Foscolo Nicolò, B. 80, 31 marzo 1372).Sana a malo caduco, a malo capitis et brachiorum et tibiarum et corporis (Istromento di compr. vend. di una schiava tartara ventenne). Atti Foscolo Nicolò, B. 80, 7 ottobre 1368.
<= (69) Nell' Arch. di stato (Manimorte, San Zaccaria, Estere, B. 25, doc. nov. 1192) è una carta di vendita di uno schiavo saracino, rimasto dopo la vendita di altri schiavi, fatta da Giannone Staniero a Domenico Contarini ed altri, per bisanti 175: de illo sclavo Saraceno quod nobis remansit post partitos alios.
<= (70) Cfr. Roberti, Studi e documenti di st. ven., in "N. Arch. Veneto", a. 1910, t. XX, pag. 341; Rodolico, Di alcuni trattati di arbitraggio nelle questioni commerciali tra Venezia e Padova, in "Raccolta di scritti storici in onore di G. Romano", Pavia, 1906, pag. 119 segg.; Ghetti, I tra Venezia e Ferrara dal 1191 al 1363, Roma, 1907, pag. 97 segg.: Cipolla, Note di storia veronese, in "N. Arch. Ven.", a. 1898, vol. XV, pag. 314 segg.; R. Cessi, Un patto fra Ven. e Pad. cit., pag. 263 segg..